SINDROME DELLA CROCEROSSINA? ECCO I MECCANISMI PSICOLOGICI!

 Io ti salverò! E’ la fantasia di onnipotenza comune a molte donne, troppo innamorate o troppo dipendenti, che con assoluta abnegazione si prodigano per soccorrere a tutti i costi il partner, cercando con ogni mezzo di far fronte a qualsiasi sua necessità, mosse da uno smisurato spirito salvifico, che si esprime attraverso sacrifici, rinunce e una completa dedizione nei confronti della persona amata. Apparentemente si tratta di pura generosità ma… cosa si nasconde dietro tante amorevoli attenzioni? Sicuramente ogni coppia ha una sua storia che la rende unica e non esiste una singola interpretazione valida per tutti, ma è pur vero che generalmente l’ eccesso di altruismo  scaturisce da una serie di meccanismi psichici e complesse dinamiche emozionali che, in alcuni casi, arrivano addirittura a sfiorare il masochismo.

Relazioni complicate: semplice fatalità?

Partner misteriosi, dal vissuto problematico, bisognosi di aiuto, ambigui, affascinanti, galanti ma sfuggenti, passionali ma complicati, ammalianti ma inafferrabili.  Ecco il classico stereotipo di seduttore che col suo charme suscita l’attrazione di molte donne,  invaghite dalla  vana speranza di riuscire a conquistare il cuore di chi in realtà non vuole legami di alcun tipo. Inizia così una storia d’amore complicata, ricca di colpi di scena, quasi romanzesca, intrigante però tutto sommato svilente e dolorosa.

Le persone affette da sindrome della crocerossina  tendono a scegliere compagni da assistere, magari con difficoltà psicologiche o affetti da altri tipi di disturbi.  Alla base di ciò regna la fantasia di poter salvare la persona amata, a tutti i costi, anche annullando completamente i propri bisogni. E quando l’ammalato guarisce? Solitamente le relazioni di questo tipo di sono destinate a interrompersi appena vengono a mancare i presupposti iniziali di accudimento. In altre parole, nel momento in cui “la soccorritrice” perde le sue funzioni redentrici si sente improvvisamente spogliata del suo ruolo, mentre chi ha beneficiato del soccorso non ha più voglia di vedersi trattato come un bambino dipendente, quindi rivendica il suo status di adulto.

Soccorso incondizionato: cosa nasconde in realtà?

Il bisogno incessante di aiutare l’altro potrebbe anche essere anche interpretato come la sublimazione del desiderio inconscio di curare una parte di sé sofferente. Questo accade soprattutto quando si è cresciuti in contesti familiari difficili, in cui fin da piccoli ci si è dovuti occupare di qualcuno (es. genitori malati), trascurando la propria fanciullezza e il diritto alla spensieratezza. Tale scenario si ripropone anche nella vita adulta, ancora una volta mettendo da parte sé stessi per dedicarsi completamente a qualcuno.

La dipendenza affettiva e la bassa autostima sono spesso presenti in chi rincorre relazioni difficili, magari accontentandosi di briciole di amore, nell’illusione di poter conquistare un giorno ciò che sentono irraggiungibile,  come risarcimento emotivo di ciò che durante l’infanzia è stato loro negato. L’amore è tutt’altro! Ascoltare i propri bisogni è il primo passo per conquistare il benessere psichico necessario per affrontare  un rapporto di coppia sano e maturo.

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