PERCHE’ SI TRADISCE?

Il senso più profondo dell’amore nasce dal reciproco desiderio di dare qualcosa di sé all’altro, di condividere pensieri, stati d’animo, emozioni, ma anche quotidianità, concretezza e disagi quotidiani. L’elemento fondante di un rapporto sano  è il patto di fiducia vicendevole,  vero “collante psicologico”  che tiene unita la coppia anche di fronte alle difficoltà più sconvolgenti. Il tradimento genera una frattura dolorosa proprio perché logora questo patto di fiducia, così la persona tradita avverte un senso di forte vulnerabilità, perde le sicurezze acquisite col tempo e gli equilibri vengono completamente messi in discussione.

Perché si tradisce?

Nella maggior parte dei casi l’infedeltà nasce da problemi non risolti, è il segno evidente che qualcosa non funziona. Le possibili cause sono diverse, ecco le più comuni:

  • Scarsa comunicazione
  • calo dell’attrazione fisica
  • desiderio di trasgressione
  • mancanza di interessi comuni
  • stress di coppia
  • frequenti litigi

Tali problemi spesso restano sullo sfondo, ci si rifiuta di vederli, come se tutto procedesse nel migliore dei modi. Ciò accade perché le nostre percezioni  soggettive, ossia il modo in cui viviamo le cose, sono talvolta (per fortuna non sempre) diverse da ciò  che accade concretamente nella realtà. L’errore più comune è quello di cullare dentro di sé l’illusione di vivere un legame amoroso perfetto, trascurando i piccoli segnali negativi che di volta in volta vengono trasmessi dal partner.

E’ importante sottolineare che in alcuni casi si tradisce anche per problematiche non strettamente legate alla coppia, ad esempio per immaturità.

Può succedere, inoltre, di aver provato una momentanea attrazione verso qualcuno che ha risvegliato quella passione spenta da troppo tempo.

Esistono anche i cosiddetti “traditori (o traditrici) seriali”, che sono portati a cambiare spesso partner per mostrare a sé stessi la propria “efficienza sessuale”.

Ogni storia, dunque, ha una sua diversa complessità ed è giusto evitare banali generalizzazioni.

Esiste l’identikit del potenziale traditore?

Storicamente il traditore per antonomasia è Giuda Iscariota, colui che attraverso un bacio ha consegnato Gesù nelle mani di coloro che poi lo hanno ucciso.

Secondo i luoghi comuni il soggetto maggiormente propenso all’infedeltà è generalmente di un uomo che viaggia spesso per lavoro. Se diamo un occhiata alle statistiche, invece, ci accorgiamo immediatamente di quanto questa notizia sia falsa. Nella realtà anche le donne hanno le loro scappatelle e inoltre si può tradire pur conducendo una vita apparentemente riservata.

Anche in questo caso le generalizzazioni non aiutano, anzi non fanno altro che alimentare fastidiosi e inutili sospetti.

Quali sensazioni si provano in seguito alla scoperta di un tradimento?

E’ bene premettere che ognuno di noi ha un proprio modo di affrontare le situazioni, molto dipende dalle proprie caratteristiche di personalità, dal carattere, dalle esperienze precedenti, dai vissuti dell’infanzia, dalle aspettative e dall’importanza attribuita al rapporto.

In linea di massima vengono generalmente sperimentati questi stati d’animo:

  • Difficoltà a comprendere le ragioni di quanto accaduto;
  • Stupore
  • Senso di vuoto
  • Rabbia
  • Desiderio di vendetta (viene provato solo in alcuni casi, ma ciò non consente di elaborare  il dolore in modo adeguato)
  • Perdita dell’autostima
  • Svalutazione di sé
  • Perdita di fiducia nell’altro
  • Difficoltà a costruire relazioni future

Cosa fare dopo un tradimento?

La scoperta di un tradimento comporta un grande lavoro interiore, soprattutto quando si mette in crisi la propria autostima.

E’ bene concedersi un po’ di tempo per riflettere in maniera costruttiva sulla situazione emotiva che si sta vivendo e soprattutto per prendersi cura delle proprie ferite, magari con l’aiuto di un esperto.

Una coppia può sopravvivere al tradimento?

Certamente, ma molto dipende dalle motivazioni che hanno spinto al tradimento, dagli equilibri della coppia, dalla volontà di volersi ritrovare, dai sentimenti, dalla solidità del rapporto.

La chiave è appunto la reciprocità, tutto si può risolvere solamente se si è veramente in due a volerlo.

In questi casi anche l’intervento di uno psicologo può aiutare molto per analizzare i conflitti, capire le cause della rottura e offrire supporto al dialogo perduto.

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